Accedi

Accedi

Proseguendo con Facebook accetti i termini di utilizzo e acconsenti al trattamento dei dati personali
or
chi siamo

Identità digitale e privacy sono due concetti spesso posti, erroneamente, in forte contrapposizione tra loro.

I Cittadini del web aprono numerosi account per sperimentare giochi, applicazioni per cellulare, e nuovi social network, si scambiano le password e prestano i loro pc e cellulari, ma dimenticano anche facilmente le credenziali di accesso del loro indirizzo email. Si trovano così obbligati a crearne di nuovi per registrarsi nuovamente sui loro canali Web preferiti. Gli account vecchi vengono subito dimenticati.

Ma come ben sappiamo, Internet non dimentica, e il risultato sono centinaia se non migliaia di tracce lasciate dai nostri account, dove ogni micro-traccia rappresenta un frammento della nostra vita online, e di conseguenza anche della nostra vita offline.

Tutta questa frammentazione induce in inganno, in quanto ci da la percezione che sia impossibile per un malintenzionato riuscire a mettere insieme dei pezzi significativi delle nostre vite, tali da poter costituire una minaccia.

Ma sarà davvero così?

Siamo Gianluca Markos e Luca Zamboni, ideatori del portale gratuito Identità Digitale Defender. 

La piattaforma, che come abbiamo già accennato è gratuita, permette di risalire agli account lasciati aperti e dimenticati ( da te o dai tuoi figli ) attraverso un dato semplicissimo: l’indirizzo email.

Non solo: ti permette anche di cancellare facilmente i servizi Web che non utilizzi più e sopratutto fornisce indicazioni su come proteggere in privacy la propria identità digitale. Sono a disposizione un team di esperti, tecnici, psicologi, avvocati per rispondere ai tuoi dubbi.

Per presentarci al meglio, invece del solito chi siamo, abbiamo deciso di condividervi in modo integrale una nostra intervista per un noto portale (www.bullismoonline.it), in cui spieghiamo quali rischi si corrono nel lasciare così tanti account aperti, e quali sono i servizi offerti dalla nostra piattaforma, che vi invitiamo a visitare.


Parliamo di Identità Digitale e Privacy. Spesso negli ultimi anni sono stati contrapposti i concetti di ID digitale e privacy sul web. Quali sono i motivi, secondo la vostra esperienza?

Allora possiamo parlare di Identità Digitale Defender! Perdonami la battuta iniziale… ma il nostro servizio è pensato per rigenerare e confermare la corretta comunione tra i due concetti citati.

Identità digitale & privacy.  identitadigitaledefender.cloud nasce con queste due parole chiave nel DNA.  Troppo spesso negli ultimi anni sono stati contrapposti i due concetti sul web.

La necessità di gestire in privacy le scelte dell’utente e le sue navigazioni web sono state spesso additate come ostacolo per la gestione di un’identità digitale univoca.

Per descriverti l’utilità del nostro servizio parto all’idea di base: un indirizzo email rappresenta un identità digitale.

Spesso si ha la tendenza  a creare più identità per servizi diversi. Si spera in questo modo di prevenire i sempre più numerosi episodi di reati online (cyberbullismo, furti d’identità, altri..). Molto spesso però questo assioma non è del tutto vero. La frammentazione dei nostri dati personali pubblicati sul web diventa facilmente ricomponibile. Spesso è possibile risalire all’identità reale dell’intestatario delle mail.

Spesso la frammentazione dei dati ne rende anche più difficile la gestione futura. E’ in questi segmenti che possono e trovano spazio il furto d’identità e terreno fertile le prepotenze dei cyberbulli.

Quindi non resta che ricredersi e mettere un po’ in ordine la propria presenza on-line unificando le proprie utenze dove ritenuto opportuno e utile. In questo modo il controllo dei dati sarà sempre nelle mani del Cittadino del web che potrà decidere a chi concederne l’uso.


Eppure si ha l’idea che, creando differenti account e pubblicando in ognuno di essi solamente un pezzo della nostra Persona, sia impossibile o estremamente difficile ricomporre la mia Vita e i miei dati, e sfruttare queste mie informazioni a mio danno.

Come accennato in precedenza questa credenza “popolare” è totalmente falsa. Con un termine alla moda diciamo che è una bufala. Troppo spesso ci illudiamo di questa non tracciabilità. In realtà siamo continuamente tracciati da Governi ed Aziende. E fin qui è una cantilena sentita mille volte per tutti.

Ma quanto è facile per un individuo trovare informazioni che ci riguardano sul web e riprodurre la nostra identità?

Identità Digitale Defender risponde con la pratica. Il motore d’indagine preliminare si basa su una logica di funzionamento frutto di approfonditi studi di settore e trova fondamenta in un concetto semplice ed intuitivo che vi abbiamo già descritto precedentemente. Ogni email rappresenta univocamente un identità digitale.

La scansione di numerose risorse in rete restituisce il dettaglio di link dove compaiono informazioni riservate. Una successiva scansione dei link trovati permette facilmente la ricostruzione di informazioni a volte sufficienti a ricomporre, ad esempio, i dati utili ad un documento d’identità. Documento da ordinare successivamente sul mercato clandestino. O informazioni usabili semplicemente per rovinarci l’immagine o per aggressioni virtuali. Spesso è da questa esposizione che nasce la possibilità del verificarsi di fenomeni di bullismo on line o abusi di altro genere.

La conoscenza dell’ambiente web e mobile ci ha quindi permesso di concettualizzare e disegnare un percorso individuale di controllo per la privacy e sicurezza dei propri dati sul web e dei propri account, servizi e device connessi. Diciamo che in modo naturale l’utente ricostruirà, in completa autonomia, una mappa reale della sua vita digitale. Il tutto senza mai condividere nemmeno una password dei suo profili con il nostro sistema.

In altre parole ognuno si troverà nella torre di controllo dei suoi dati con una procedura semplificata per muoversi tra le configurazioni di privacy su centinaia di servizi web ed applicazioni. Gli unici dati personali che passano dai nostri sistemi sono quelli che l’utente ha disseminato sul web su siti di terze parti.


In che modo questa frammentazione delle nostre informazioni può essere ricomposta da un ipotetico male intenzionato? Quanto è facile?

Potremmo fare mille esempi. Vi presentiamo, invece un post di un utente su FB. Nello specifico entriamo nel mondo della scuola. Poichè a breve, abbiamo in progetto il lancio di alcuni contenuti didattici per l’educazione digitale nelle scuole abbiamo piacere a risvegliare l’attenzione di chi potrà esser veicolo d’innovazione per l’educazione delle future generazioni. I docenti. La protagonista della nostra storia è un’insegnante.


Molti genitori sono tranquilli in quanto i loro ragazzi tendono a creare numerosi account, anche sulla stessa piattaforma social, e con indirizzi email differenti, ma poi non li utilizzano, di fatto non condividendo informazioni che potrebbero essere prelevate e utilizzate a loro danno. Che cosa vi risulta, analizzando i dati della vostra piattaforma?

Scusateci se prima di rispondere abbiamo “sorriso” così calorosamente. Sarebbe opportuno dilungarsi nello spiegare la totale inconsistenza della misura di tutela della privacy messa in atto. Almeno dal punto di vista della sicurezza informatica.

Facciamo così… per non annoiarvi eviteremo di parlare di tecnologia. Facciamo un semplice ragionamento e lasciamo ai lettori la logica conseguenza.

Saresti tranquillo se tuo figlio/a avesse un gruppo di amici che conosci e vede apertamente in piazza, a scuola e al campo di calcio? Credo di sì.

E se contemporaneamente avesse frequentazioni, nel paesino o quartiere vicino, di cui tu non sai nulla? Suppongo di no.

Portiamo quest’esperienza sul web. Ed ecco che ritrovi il tuo ragazzo/a con numerosi profili social. Uno condiviso con la realtà della piazza-scuola-campo (e quindi con te). E gli altri account? Chi “frequenta” con quei profili fantasma?

Ritornando al paradigma tra identità digitale unica e privacy di cui parlavamo poco fa, è chiaro che in una situazione appena descritta quello che ne sa di meno è proprio il genitore. Colui che dovrebbe vigilare ritrova davanti a se un identità frammentata.


In che modo un eventuale cyberbullo potrebbe utilizzare questi dati apparentemente privi di significato “umano”, e utilizzarli contro i nostri ragazzi?

Potremmo fare decine di esempi di reati partendo solo dall’esposizione, ad esempio, del codice fiscale sul web. Ci soffermiamo però a un caso più comune. Molto comune. Ti raccontiamo una storia vera.
La giovane vittima (la chiameremo Gennaro, per simpatia) non ha protetto idoneamente in privacy i contenuti del suo profilo e non ha utilizzato gli strumenti che i social mettono in campo per proteggersi dagli abusi. Sia chiaro che Gennaro è un ragazzone grande e grosso di 15 anni ed è molto timido. E’ fortissimo a giocare a basket e tutti a scuola lo conoscono per quella qualità. Un giorno Gennaro discute in campo con il bullo per un grave fallo subito dal suo compagno di squadra Carlo. Il bullo della scuola, pur non essendo tra i suoi amici sul social, ha potuto scoprire che Gennaro è appassionato di balletto ed ha potuto copiare le sue immagini che lo ritraggono durante un saggio. Qui cominciano i suoi guai. Il bullo ha appena postato sul gruppo social, con tutti i compagni di scuola iscritti, un link al profilo di Gennaro e un commento: Ma Gennaro e Carlo fanno anche balletto insieme? Tutti ne parlano… “ridacchiano” tra loro al suo passaggio…

p.s. Per chi ama il lieto fine, oggi il profilo di Gennaro è in privacy e i commenti sotto le sue foto rimossi dal social. Lui gioca in serie A2. Il bullo ha avuto modo di riflettere ed oggi è impegnato nel sociale con diverse associazioni.


Quali opportunità offre la vostra piattaforma a riguardo? In che modo può aiutare a proteggere noi e i nostri ragazzi?

Identità Digitale Defender offre un percorso completo ed unico nel suo genere. Un sistema che mira alla collettività per la difesa dell’individualità. Paradigma social. Nessuno offre gratuitamente lo stesso servizio. Siamo orientati alla collettività ed il nostro framework è stato progettato in privacy by design e default. Il che vuol dire che è un servizio web già conforme alle nuove norme europee per la protezione dei dati personali. Quelle famose norme che entreranno in vigore da Maggio 2018. 

I ragazzi, i genitori ed i docenti (in generale i Cittadini del web) possono controllare e prevenire spiacevoli situazioni tutelando la propria identità digitale. Il tutto senza dover mai condividere l’accesso dei profili alla nostra piattaforma. Praticamente tutti i servizi di reputazione digitale e difesa della privacy hanno uno schema che fondamentalmente viola i principi per cui, in teoria, sarebbero stati progettati: difendere l’utente dalla diffusione dei suoi dati. O meglio legalmente non violano nulla ma chiedono agli utenti il consenso per l’accesso ai propri profili per “monitorarli” ed avvisarli in caso di pericolo. Che poi dietro ci sia un operatore o una fantomatica IA (intelligenza artificiale) poco importa. Facile monitorare qulcuno stando al suo fianco in camera da letto. Non trovi anche te?

Ma la sua privacy? A buon intenditore poche parole..

Con Identità Digitale Defender l’utente è l’unico che può intervenire nel monitoraggio. Tutto è pensato per non chiedere i suoi dati ma per offrire semplicità operativa nelle quotidiane azioni di controllo, prevenzione e tutela della propria identità sul web. L’utente è al centro di comando e la nostra squadra di esperti e consulenti sono disponibili ad approfondire e sostenere le richieste di coloro che da soli non sono riusciti a metter in sicurezza il proprio profilo o hanno altre tipologie di problematiche che necessitano di consulenze specifiche, come quelle tecniche, psicologiche o legali. La collaborazione con alcuni professionisti di settore ha permesso alla nostra utenza l’accesso ad una serie di servizi d’orientamento e tutela erogati direttamente dai nostri partner selezionati.

Il supporto psicologico, come quello legale, è un elemento fondamentale per una corretta reazione, delle famiglie e dei ragazzi, ad eventi di cyberbullismo. Tema che certamente non mancherà tra le necessità della nostra utenza. Anche viste le leggi che saranno messe in atto da questo nuovo anno scolastico e la necessità di formazione sul tema.

Con Identità Digitale Defender, inoltre, è possibile pensare a dei percorsi didattici dove la scuola sarà supportata nella preparazione di una educazione digitale di base. Abbiamo  pubblicato i primi contenuti didattici (sempre gratuiti) nella sezione SCUOLA 4.0, con video e focus anche sul cyberbullismo da distribuire nelle scuole per affiancare l’insegnamento del puro e semplice buon senso digitale. Siamo aperti alle richieste di collaborazioni.Sono attesi contributi da altri docenti ed associazioni, il percorso interattivo potrà crescere anche con il vostro contributo. 

Fondamentale è ricordare ai lettori che la piattaforma è pensata per servire TUTTI i Cittadini del web e soddisfare le esigenze di privacy permettendo a chiunque di muoversi agilmente tra centinaia di servizi web e gestire consapevolmente la sua vita digitale. 

Per saperne di più, per una partnership o semplicemente per condividere la tua opinione è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rimane solo da aggiungere un sensato invito ad iscrivervi al nostro servizio e a far conoscere  Identita Digitale Defender 

E' VIETATA la riproduzione e distribuzione anche solo parziale

Il marchio è di proprietà di identitadigitaledefender

Per informazioni commerciali e richieste d'uso specifiche visita la sezione contatti

Copyright © 2017 Identitadigitaledefender.it All Rights Reserved